La Psicologia del traffico è una scienza configurata in vera e propria facoltà o dipartimento soltanto in alcuni Paesi. In Italia all’Università Cattolica di Milano è stata istituita la prima Unità di Ricerca, anche per il contributo di tecnici della B.I. Si ricorda che il Gemelli è stato praticamente il primo Psicologo del Traffico in Europa, interpellato per le parti psico-tecniche dei Codici della Strada (nel 1951, il primo Codice della Strada italiano riporta i suoi dati e il termine divenuto di uso comune, di Intervallo Psicotecnico di Percezione e Reazione. La tesi di Laurea del dott. Roberto Breda, socio della B.I., è stata eseguita proseguendo i sui studi sulla percezione della velocità e sulla psicologia della Testimonianza. Le collaborazioni ormai ultradecennali di psicologi e tecnici della B.I. hanno configurato diversi modi di esecuzione di consulenze/interviste/attività psicologiche:

  • il lavoro di raccolta della testimonianza con varie tecniche di facilitazione del ricordo e della esposizione (fino all’intervista cognitiva sull’incidente stradale), specialmente nei protagonisti di incidenti stradali gravi, con possibile danno psicologico e psichico nei testimoni stessi, problematiche psicologico-mediche di amnesia totale e parziale, ecc.
  • l’analisi di testimonianze e di fattori psicologici in testimonianze acquisite e raccolte da altri.
  • la terapia di aiuto, con diverse metodologie, a persone coinvolte in incidenti stradali.

Anche in questo caso vengono riportati articoli e pubblicazioni esplicative.